Rassegna stampa / Recensioni
Le poche recensioni online ne sottolineano il passaggio dalla fotografia alla pittura, con un linguaggio che evoca tradizioni primitive e contemporanee, andando oltre l’origine del mondo verso una fecondazione cosmica.


Rafael Vanegas
Réplicas y Súplicas
Exposición / Cero Galería / Calle 80 No 12 – 55 / Bogotá, Distrito Especial de Bogotá, Colombia
Cuándo:
Desde 03 mar de 2016
Inauguración:
03 mar de 2016 / 19:30
Comisariada por:
Leonor Uribe Joseph
Organizada por:
Cero Galería
Artistas participantes:
María Eugenia Trujillo, Rafael Vanegas

Rafael Vanegas
Tótem y Tabú
Exposición / Casa Cano / Cra 7A No 6945 / Bogotá, Distrito Especial de Bogotá, Colombia
Cuándo:
20 feb de 2014 – 28 mar de 2014
Inauguración:
20 feb de 2014
Organizada por:
Casa Cano
Artistas participantes:
Rafael Vanegas

Via Salara Vecchia 5
18 giugno-31 luglio 2016
da venerdì a domenica ore 10-13/15-19 o per appuntamento
Primitivo e contemporaneo, la mostra che si inaugura sabato 18 giugno nello spazio di via della Salara Vecchia 5, è ben rappresentata dal suo titolo. La preziosa collezione costruita negli anni dalla passione di Carmen Moreno per le culture tribali di Africa e Asia, si confronta con le opere di artisti come Paolo Martellotti, Serge Uberti, Rafael Vanegas in un dialogo non occasionale, ma necessario.
La collezione ha avuto a lungo sede in una piccola galleria a Trastevere, Uberti lavora in un cortile piccolo e segreto in via della Lungara a Roma. A poche decine di metri, Martellotti crea le sue sculture in un ampio giardino sul retro del suo studio da architetto. Vanegas realizza le sue opere tra lo studio di Trastevere e un angolo verde e appartato alle spalle di Orte. A legare questi artisti con la collezione di Carmen è l’appartenenza a una stessa tribù metropolitana. Codici di appartenenza e di espressione, percorsi (culturali e urbani) se non del tutto comuni, decisamente affini, garantiscono la proficuità del dialogo, la non arbitrarietà delle scelte.
Una trentina di oggetti di straordinaria fascinazione e storia della collezione Moreno scandiscono le tappe di un percorso ascensionale (lo spazio di via Salara Vecchia si sviluppa su tre livelli) dove si incontrano le misteriose sculture di Martellotti (legno, chiodi, corda) e alcune sue tecniche miste, passando attraverso gli alberi rituali e i loro guardiani, le porte sacre e i vascelli volanti di Uberti, sfiorando i “fiori del male”, simboliche astrazioni di una selva di sessi maschili e femminili molto ben mimetizzati, di cui Vanegas inonda i suoi quadri.
Circa cinquanta opere “contemporanee” insieme a una trentina di pezzi “primitivi” e preziosi: maschere rituali, tessuti antichi, sculture e idoli aboliscono i tradizionali confini cronologici perchè tutto è uguale a tutto e tutto è contemporaneo qui e ora, in una feconda contaminazione.
Questo particolarissimo cocktail estetico lo scorso anno ha avuto una sorta di anteprima a Roma nell’angolo che Carmen Moreno occupa con la sua Associazione nella sede del Buon Pastore oggi Casa Internazionale delle Donne. Un’iniziativa talmente centrata da andare parzialmente in tournée con le opere della collezione Moreno e di Serge Uberti, nelle vertine di Valentino a Roma, Milano, New York, Parigi, Hong Kong, Londra, in un altro possibile dialogo estetico, questa volta con la collezione della maison ispirata all’Africa.
A Spoleto il modulo si è sviluppato. Complice anche l’aria della città che dal 24 giugno al 10 luglio ospita, per la 59^ volta, il Festival dei Due Mondi e così fortemente segnata dalla presenza del contemporaneo in dialogo permanente con la memoria storica (dal Teodelapio di Alexander Calder al Museo di Arte Contemporanea di Palazzo Collicola, ecc.).
Una città pronta al confronto tra primitivo e contemporaneo.

Rafael Vanegas
Primitivo e Contemporaneo
18 giugno – 31 luglio 2016
Paolo Martellotti, Serge Uberti, Rafael Vanegas dialogano con la collaborazione di Arte Tribale di Carmen Moreno
Info
Via della Salara Vecchia 5 Spoleto (PG)
associazione.artetribale@gmail.com
Tel. +393397509680
Nato in Colombia, a Bogotà, dopo aver studiato Storia dell’Arte a Parigi, alla Scuola del Louvre, Scienze Audiovisive all’Università di Vincennes e Tecniche della fotografia presso la Società francese di fotografia, vive e lavora a Roma da una trentina d’anni.
E’ passato alla pittura portando con sé il gusto del bianco e nero e l’umore tutto latino per un’ironica contaminazione di sacro e profano. Simboli erotici e icone religiose non temono di contaminarsi sulle grandi superfici dei suoi quadri che sono stati esposti in Europa e in Sud America. La chiave di lettura psicoanalitica delle sue opere è talmente autorizzata da aver ispirato anche il titolo di un’ ampia personale che Bogotà gli ha dedicato: Totem e Tabù. Una desacralizzazione dei temi religiosi che fa da contraltare alla sobria, astratta, iconicità primitiva con cui tratta la simbologia sessuale.
Rafael Vanegas vive e lavora tra Orte e Roma, dove è arrivato una trentina di anni fa. Una formazione da fotografo, è poi passato alla pittura mantenendo il gusto per il bianco e nero e dipingendo forme simboliche solo apparentemente astratte. A prima vista, o meglio alla seconda (l’artista ci tiene alla deriva enigmistica delle sue opere), si tratta di astrazioni grafiche del sesso maschile e femminile in tutte le loro declinazioni. Anche qui, segni, simboli, perfetti patterns per tessuti tribali e contemporanei. Un’opera rappresenta ufficialmente una porzione dello skyline di New York, ma può ben alludere a una selva di sessi maschili. A isolarne un dettaglio, però, ecco che la trama e i colori di questi oggetti verticali potrebbero arrivare da uno dei tessuti della collezione Moreno.
Vanegas dipinge anche alberi dell’abbondanza dai cui rami pendono “fleurs du mal”, come lui li definisce. L’arte di Vanegas, però, è molto più casta di quanto vorrebbe sembrare. I “fiori del male”, soprattutto quando aggrediscono l’intera superficie della carta di riso su cui Rafael lavora, sono sì simboli sessuali, ma di un sesso prima del sesso e vanno oltre l’origine du monde. Richiamano più l’erotologia cosmica di Hoyle o la cascata di stelle delle vesti Bakuba. E’ il pulviscolo dell’universo che la terra accoglie per essere fecondata e generare la vita. A vegliare sul lavoro di Vanegas, maschere e totem alcuni ancora capaci di mettere a disagio chi ha il coraggio di guardarli negli occhi. “E’ accumulazione, non collezionismo”, dice Vanegas che li ha collocati senza enfasi e con apparente distrazione in mezzo al trovarobato del suo studio campestre. Ci convive, come con vecchi fratelli che la sanno più lunga.
Le antiche tribù lo sapevano e anche Vanegas, Uberti e Martellotti lo sanno. Siamo tutti figli delle stelle.


Rafael Vanegas
Erotismo, deseo y religión, temas de la exposición de Rafael Vanegas
El artista presenta por primera vez en el país 50 pinturas y dibujos con los que trata el placer y lo prohibido.
El próximo jueves 20 de febrero a las 7:00 P. M. se inaugura en Casa Cano(Bogotá) Tótem y tabú, una exposición de pinturas y dibujos del artista Rafael Vanegas.
El artista mostrará por primera vez en Colombia su trabajo más reciente conformado por cerca de 50 pinturas y dibujos en gran formato y cuyo tema central es el erotismo, el deseo y la religión. La curaduría está a cargo de Eduardo Serrano.
El artista colombiano, quien se radica en Italia desde hace más de 40 años, explora el erotismo “con un toque irónico hacia la religión”. Según él, “la mayor parte de esta obra tiene un trasfondo erótico y, además, pretendo hacer una especie de burla no sólo a la religión católica sino a todas las religiones”.
El tema de la muestra, comenta Vanegas, “es el placer, lo prohibido, lo que la religión le dice a uno que no se puede hacer, que generalmente terminan siendo cosas muy buenas”.
Las pinturas están elaboradas sobre papel de arroz fabricado por el mismo artista a través de tratamientos de oxidación y manipulación de diversos elementos. Sobre su obra, afirma que “la he venido madurando y concibiendo con los años. Juego mucho con el tabú, con lo prohibido y siempre hay ironía y placer: el placer de comer, de vivir y especialmente el placer de tener relaciones con otra persona y gozarlo”.
Algunas de las piezas que componen la exhibición ya se han expuesto en países como Grecia en las ediciones 2012 y 2013 del Tio Hilar. Sin embargo, esta es la primera vez que la obra se expone en su totalidad y la primera vez que se exhibe en Colombia.
Para el sicoanalista italiano Mario Ciminale, quien ha trabajado de manera muy cercana al artista de 61 años, “el lenguaje preferido de la obra de Rafael es el de lo sagrado y de la desacralización. Vanegas parece haber acogido escrupulosamente la tarea iniciada por el aforismo nietzschiano”.
Además, Ciminale agrega que “el cristianismo dio de beber veneno al eros griego, quien no murió pero degeneró y se volvió vicio. Es una tarea de enfermero la que Rafael desarrolla con compromiso serio aligerado con ironía, entre sarcasmo burlón y acentos de juego infantil”.
El artista
Rafael Vanegas nació en Bogotá y estudió Historia del Arte en la Escuela del Louvre (Paris, Francia), Ciencias Audiovisuales en la Universidad de Vincennes París VIII y Técnicas de fotografía en Société Française de fotographie. Vive y trabaja en Roma desde hace 40 años y su obra se exhibe principalmente en Europa.
¿Dónde?
Casa Cano es un espacio sin ánimo de lucro que promueve el arte y las manifestaciones culturales.
Carrera 7 A No 69 – 45. Barrio Quinta Camacho.
Teléfono: 312 6008
Fecha: Jueves, 20 de febrero de 2014.
Horarios: De lunes a viernes de 10 A. M. a 5 P. M. Sábados de 10 A. M. a 1 P. M.
Entrada libre.

Rafael Vanegas

